Conflict Manager: creare il ruolo per gestire i conflitti in azienda

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Strumenti per traformare i conflitti in opportunità di crescita, sviluppo e performance ottimali.
Copertina del corso

Descrizione

Il conflitto è uno dei temi più rilevanti degli ultimi anni in ambito aziendale, poiché è cresciuta la consapevolezza del suo costo. Il conflitto genera impatti negativi a livello sociale, economico e psicologico, influenzando aspetti strategici dell’organizzazione con conseguenze onerose: turnover, assenteismo, rallentamenti operativi. Il conflitto è inevitabile, soprattutto in un contesto organizzativo: ciò che fa la differenza è il modo in cui viene affrontato. La figura del/la Conflict Manager rappresenta una competenza chiave per gestire queste situazioni in modo efficace. Questa skill, preziosa e strategica, deve essere appresa e allenata: senza strumenti adeguati, la gestione del conflitto rischia di trasformarsi in un problema doppio. Ignorare la situazione oppure affrontarla in modo improvvisato, con il rischio di peggiorarla.
Avere in azienda una figura specializzata nella gestione e risoluzione dei conflitti significa disporre di una risorsa che non teme il conflitto, ma lo trasforma in opportunità. Il suo intervento impatta positivamente sui costi economici, sul benessere psicologico delle persone e sulla creazione di un clima motivante e collaborativo, riducendo turnover, aumentando la fidelizzazione e migliorando la performance.
 
Negli Stati Uniti il ruolo del/la Conflict Manager è consolidato e riconosciuto come leva strategica per risolvere conflitti interni ed esterni. In Italia, secondo un’indagine pubblicata, il 40% del tempo delle figure manageriali è dedicato alla gestione dei conflitti; negli ultimi tre anni, l’88% dei/lle dirigenti ha fatto ricorso alla negoziazione. In questo scenario, il/la Conflict Manager diventa una figura chiave per aiutare le parti a chiarire i reali interessi, spostando l’attenzione dagli scontri personali agli obiettivi di medio e lungo termine. Studi americani evidenziano che, grazie a questa professionalità, il conflitto interno può ridursi del 50-55% e quello esterno fino al 70%, con un considerevole risparmio economico per l’organizzazione e un impatto positivo sul clima aziendale.

Programma

Il/la Conflict Manager viene allenato/a a quella che in termini tecnici viene chiamata la mentalità trasformativa che è il primo passo per affrontare un conflitto. Nel percorso formativo si lavorerà su: • Natura del conflitto • Forma mentis per affrontare il conflitto: conoscere il conflitto e non averne paura • Skills e tecniche comportamentali e psicologiche • Skills gestionali Verrà fornita, una settimana prima, una SCHEDA STARS (strumento che viene utilizzato nel mondo anglosassone per l’analisi delle situazioni conflittuali) da compilare in tutte le sue parti raccontando tramite scrittura in prima persona un conflitto intrapersonale vissuto in azienda (un conflitto già “risolto”, recente o anche indietro nel tempo, del quale si abbiano chiari i risvolti pratici ed emotivi) con un/a collega, un collaboratore o una collaboratrice, il/la responsabile diretto/a; ognuno nella scelta avrà massima libertà. Il corso, poi, inizia con brevi note teoriche: un excursus sulla psicologia del conflitto che la persona deve saper maneggiare bene. Successivamente entriamo nel conflitto. Riconosciamo i diversi tipi di conflitto e le relative cause. L’escalation del conflitto (Galsl) con una tecnica per l’anamnesi della situazione. L’approccio e le metodologie di gestione dei conflitti: capire, agire, creare e prevenire. Analizzare le percezioni delle parti e la situazione psicologica delle parti: pensiero e studio neuroscientifico della posizione mentale. Capiamo come migliorare la comunicazione: ascoltare, domandare, parlare; il linguaggio mediativo. Approfondiamo le emozioni nel conflitto: conflitti interpersonali, intrapersonali, intergruppo e intragruppo (Goleman). Impariamo a negoziare con ciascuna delle parti e ad aiutarle a negoziare tra loro (modello negoziale di Harward Business school). Metabolizziamo l’approccio trasformativo e la cooperazione: i modelli di Galtung e Folger.

  • Caratteristiche del ruolo
  • Caratteristiche del conflitto
  • L’approccio trasformativo
  • I modelli di Galtung e Folger
  • L’arte del negoziato di Ury

  • Le percezioni nelle posizioni
  • L’iceberg del conflitto
  • Come sono le percezioni
  • Tutta una questione di mappa del mondo
  • Il pensiero circolare
  • Esercizi percettivi

  • La terza posizione
  • Video Ury: dal no al sì
  • Confronto su tecniche e strumenti
  • Estrapolazione delle tecniche
  • To the balcony
  • Esercizio sulla terza posizione

  • Gli stili relazionali
  • PCSI test
  • Debriefing
  • La comunicazione assertiva

  • Caratteristiche dell’Ascolto attivo
  • Le parole chiave
  • Le domande – tipologie (Ars Maiuetica)
  • Video Ury: The power of listening
  • Confronto attivo
  • Esercizio Il Texano geloso
  • Debriefing

  • Caratteristiche del linguaggio mediativo
  • Esercizio individuale sul linguaggio
  • Debriefing

  • Una visione da implementare
  • Costruire i ponti mediativi
  • Scoprire gli interessi
  • Scoprire i bisogni
  • L’uso del potere
  • Pnl e coach approach

  • Il conflitto trasformativo - vantaggi
  • La Stars – studio fasi e domande - focus
  • Work group: la stars - Focus domande e parole chiave
  • Debriefing
  • Role play sul conflitto
  • Debriefing
  • Action plan

Domande frequenti

Certificato di completamento corso

Completare il corso permette di ottenere il certificato: tutti i nostri corsi ne prevedono uno!
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